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DEBUTTA "LA LUCE DI DENTRO. VIVA FRANCO BASAGLIA"

Uno spettacolo di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin e l’Accademia della Follia, su un testo di Gianni Fenzi.

TRIESTE - Giovedì 15 maggio alle h 21 debutta al Teatro Sloveno LA LUCE DI DENTRO. Viva Franco Basaglia”, lo spettacolo teatrale (in lingua italiana) tratto da “Passeggeri a Trieste” di Gianni Fenzi, per la regia di Giuliano Scabia con la collaborazione di Claudio Misculin e la sua nota compagnia di “attori a rischio”, l’Accademia della Follia.

Lo spettacolo si inserisce nella Fabbrica del Cambiamento, il poliedrico cantiere di eventi artistici, culturali e scientifici promosso e organizzato dall' Ass n°1 Triestina e dal Dipartimento di Salute Mentale in collaborazione con enti e associazioni locali per il trentennale della Legge 180 e i 100 anni dalla costruzione dell’ex manicomio di San Giovanni dove Franco Basaglia aveva dato inizio al grande cambiamento che ha portato in Italia alla chiusura definiva dei manicomi.

“La luce di dentro. Viva Franco Basaglia” vuole essere una nuova riflessione, a 30 anni di distanza, sulla malattia mentale e la metamorfosi del manicomio, dei modi di curare, della psichiatria ma anche sull’immaginazione, la poesia, la musica, il teatro, che da sempre hanno accompagnato questa vicenda, e non solo per raccontarla, rappresentarla, ma anche andando a interagire con i suoi contenuti, per informarli, rafforzarli, impreziosirli.

Il breve testo di Fenzi che regge il racconto, è costellato di presenze, artefici e testimoni di quella straordinaria avventura. Vedremo in scena Franco Basaglia, nella non realistica interpretazione di Claudio Misculin, insieme ad alcuni “matti”, a un narratore e a Marco Cavallo. E’ il 1973, il manicomio sta per essere smantellato. Da uno degli ex reparti ora trasformato in laboratorio di arte, esce Marco Cavallo, il grande animale azzurro costruito dalle persone che stanno per riprendersi la propria inviolabile libertà di esseri umani e di cittadini. Intorno al cavallo, guidati da Giuliano Scabia e Vittorio Basaglia, si incontrano teatro, poesia, pittura, scultura, musica, canto, ballo, chiacchiere, discussioni a dar vita a una famosa e visionaria esperienza, narrata dallo stesso Scabia nel suo libro “Marco Cavallo” uscito nel ’76 per Einaudi.

Rivivranno, nello spettacolo, come in una lunga e luminosa eco, le emozioni, le tensioni, la grande forza immaginifica di quell’esperienza, la sua poesia, l’umanità, la gioia; si risentiranno molti dei canti liberi inventati allora e ci saranno sorprese inaspettate.

Con Misculin-Basaglia, Vittorio Basaglia - che nel testo di Fenzi non appare - e Giuliano Scabia, che ha partecipato alla trasformazione del manicomio (“Il Teatro Vagante a Barcola” nel 1977, “Cinghiali al limite del bosco nel 1985” , “Lettera ai cavalli di Trieste” nel 1995, “Il Drago di Montelupo incontra Marco Cavallo” nel 2003) prenderanno la parola molti altri protagonisti di quel passaggio. Tra cui Franco e Franca Basaglia, Franco Rotelli, Peppe Dell’Acqua, Angela Pianca, impersonati dagli attori dell’Accademia della Follia, nata all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste nel periodo in cui le sue mura venivano abbattute, oggi associazione culturale con sede a Trieste e che da 18 anni opera in tutta Italia.

L’evento è promosso dalla Fabbrica del Cambiamento: Ass1 Triestina, Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, Associazione Franco Basaglia con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste, del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste, dell’Università degli Studi di Trieste, della Rai Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio della Rai Segretariato Sociale.